All’inizio di questa settimana le principali associazioni di categoria, tra le quali ANIE Automazione, UCIMU – Sistemi per produrre, Confindustria Digitale, si sono riunite al MISE per discutere quali merceologie possono essere considerate “beni strumentali funzionali a Industria 4.0” e quali requisiti devono soddisfare per avere diritto all’iperammortamento al 250%. Si tratta di una materia di non poco conto, perché dalla larghezza delle maglie di questa rete dipende la concrea accessibilità degli incentivi e la tenuta finanziaria dell’operazione.

I requisiti tassativi

Ma come funzionerà il tutto? Il primo nodo da sbrogliare riguarda la distinzione tra i beni strumentali che avranno diritto all’iperammortamento al 250% da quelli che godranno “solo” del superammortamento al 140%. Per operare questo distinguo sono state create delle liste di requisiti che devono soddisfare le macchine utensili e di produzione per poter essere considerate industry 4.0 ready. Una prima lista prevede i requisiti tassativi (per esempio la connettività in rete). Una seconda indica invece una serie di altri requisiti “opzionali” dei quali devono essere soddisfatti solo alcuni (esempio: portare i dati in Cloud oppure integrare soluzioni per la manutenzione predittiva ecc.). Le macchine quindi che risponderanno a tutti i requisiti della prima lista e ad un certo numero di requisiti della seconda lista possono essere considerate Industry 4.0 ready, ma per accedere ai benefici dell’iperammortamento l’acquirente dovrà chiedere al fornitore una dichiarazione che certifichi la rispondenza ai requisiti e a sua volta autocertificare che userà le macchine per le finalità insite nel concetto di Industry 4.0 (realizzare linee flessibili, implementare manutenzione predittiva ecc.). Saranno eseguiti controlli a campione per verificare che le macchine abbiano effettivamente quell’impiego.

I beni inclusi nella lista

L’elenco preciso delle merceologie di beni strumentali che potranno accedere all’iperammortamento non è ancora noto; quello che è filtrato però è che non si tratterà solo di “macchine” (utensili e di produzione) ma anche di alcuni “componenti” e di “software”. Possiamo immaginare che i componenti “abilitanti” inclusi nella lista saranno smart sensor, PLC avanzati, componenti di infrastrutture di rete (es. switch intelligenti, firewall). Il discorso software è invece più complesso: sarà fatto un distinguo tra i software più funzionali alla manifattura, che avranno diritto all’iperammortamento (possiamo immaginare si tratti di MES, sistemi di supervisione con cruscotti sui KPI…), e altri software, che pure sono funzionali a Industry 4.0 ma che si avvicinano più al livello enterprise (potrebbero essere gestionali, supply chain management, asset management), per i quali sarà probabilmente prevista la possibilità del superammortamento al 140% anziché al 250%. Dovrebbero invece essere esclusi da questo incentivo i software fruiti esclusivamente in modalità licensing, trattandosi di spese di tipo OPEX e non CAPEX e di conseguenza non ammortizzabili.